Napoli è ancora coperta da tonnellate di “monnezza” e la demagogia berlusconiana imperversa.
Fioccano infatti gli attacchi al sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino, sia da parte di Berlusconi che dei leghisti, con in testa Bossi, che nel frattempo si sono schierati apertamente contro una soluzione del problema che preveda lo sversamento dei rifiuti napoletani nelle discariche delle regioni del Nord.
Se infatti il sindaco di Napoli non eccelle sicuramente per la sua efficienza, dato il basso livello di raccolta differenziata (19%), anche se va notato che Roma, guidata dal sindaco di centro-destra Alemanno, con il suo 20% di differenziata non è molto distante, le responsabilità della crisi di questi giorni vanno imputati ad altri.
La gestione dei rifiuti di Napoli e provincia (al riguardo va inoltre detto che altri comuni del napoletano si trovano nelle stesse difficoltà) è infatti demandata alla provincia, il cui colore politico è di centro-destra, tant’è che l’Asìa, cioè l’azienda di raccolta del comune di Napoli anch’essa al centro di molte polemiche, dopo aver caricato i suoi cammion di immondizia deve attendere di sapere se e dove poterli scaricare.
martedì 30 novembre 2010
lunedì 29 novembre 2010
Settimana Europea per la riduzione dei rifiuti
Parte da domani la settimana europea per la riduzione dei rifiuti. L’iniziativa ha lo scopo di promuovere, soprattutto tra i giovani, tutte quelle azioni per prevenire la produzione di rifiuti, anche attraverso scelte di consumo più oculate.

Per l’occasione è stato preparato anche un bellissimo fumetto (l’invasione delle pattumix), disponibile in tutte le lingue della comunità europea, dove le nuove generazioni possono prendere confidenza su un tema che è ormai di attualità ma che in futuro sarà sempre più all’ordine del giorno.
Molti gli eventi previsti nella biblioteca di Roma Gianni Rodari in occasione della settimana per la riduzione dei rifiuti: il fitto calendario di incontri prevede infatti una giornata dedicata a laboratori didattici-formativi per il riuso degli scarti, sull’analisi dei rifiuti trovati in terra e su come siano finiti lì, sulle pratiche per uno sviluppo sostenibile e sulla teoria e pratica del trashware, cioè sulla attività di recupero delle vecchie componenti di computer al fine di renderle utilizzabili.

Per l’occasione è stato preparato anche un bellissimo fumetto (l’invasione delle pattumix), disponibile in tutte le lingue della comunità europea, dove le nuove generazioni possono prendere confidenza su un tema che è ormai di attualità ma che in futuro sarà sempre più all’ordine del giorno.
Molti gli eventi previsti nella biblioteca di Roma Gianni Rodari in occasione della settimana per la riduzione dei rifiuti: il fitto calendario di incontri prevede infatti una giornata dedicata a laboratori didattici-formativi per il riuso degli scarti, sull’analisi dei rifiuti trovati in terra e su come siano finiti lì, sulle pratiche per uno sviluppo sostenibile e sulla teoria e pratica del trashware, cioè sulla attività di recupero delle vecchie componenti di computer al fine di renderle utilizzabili.
sabato 27 novembre 2010
Vengo via da Napoli, oppure resto nonostante i rifiuti?
Riporto qui una lettera scritta da una napoletana (Angela L.) sulla rubrica di Corrado Angius presente su la Repubblica di venerdì 26 Novembre 2010.
Lo stile, quello della lista di Vieniviaconme, non toglie nulla ad un contenuto da cui traspare chiaramente l’attaccamento di una ragazza per il suo territorio.
… resto a Napoli perché al mattino mi sveglia la voce del fruttivendolo ambulante che non si capisce mai che cosa dice.
Resto perché quando faccio la fila alla posta esco sapendo vita morte e miracoli della signora che era davanti a me;
perché se ho una valigia e la scala mobile è rotta, arriva qualcuno ad aiutarmi (che poi mi chiede se sono fidanzata.
Resto perché quando vado a giocare i numeri al lotto la gente è sempre uno spettacolo;
perché quando andavo a scuola mi entrava la libertà nell’anima guardando dalla finestra il mare inondato di sole;
perché mia nonna lucidava un teschio nel Cimitero delle Fontanelle e gli chiedeva le grazie;
perché mentre passeggio in un vicolo tra i calzini stesi ad asciugare e le grida forsennate di un pescivendolo, entro in una chiesa piccola e mi scoppia il cuore davanti alle Sette opere di Misericordia di Caravaggio.
Resto perché se passa un carro funebre ci scambiano sguardi solidali e facciamo le corna a terra;
perché io e i miei amici facciamo la raccolta differenziata e usiamo i detersivi biologici;
perché quando a tarda sera, in primavera, salgo a Posillipo e il profumo del mare e degli oleandri mi riempie di gioia, piango, e penso che non è vero che la camorra ha ammazzato Napoli, che non dovrò andare via per sempre.
Lo stile, quello della lista di Vieniviaconme, non toglie nulla ad un contenuto da cui traspare chiaramente l’attaccamento di una ragazza per il suo territorio.
… resto a Napoli perché al mattino mi sveglia la voce del fruttivendolo ambulante che non si capisce mai che cosa dice.
Resto perché quando faccio la fila alla posta esco sapendo vita morte e miracoli della signora che era davanti a me;
perché se ho una valigia e la scala mobile è rotta, arriva qualcuno ad aiutarmi (che poi mi chiede se sono fidanzata.
Resto perché quando vado a giocare i numeri al lotto la gente è sempre uno spettacolo;
perché quando andavo a scuola mi entrava la libertà nell’anima guardando dalla finestra il mare inondato di sole;
perché mia nonna lucidava un teschio nel Cimitero delle Fontanelle e gli chiedeva le grazie;
perché mentre passeggio in un vicolo tra i calzini stesi ad asciugare e le grida forsennate di un pescivendolo, entro in una chiesa piccola e mi scoppia il cuore davanti alle Sette opere di Misericordia di Caravaggio.
Resto perché se passa un carro funebre ci scambiano sguardi solidali e facciamo le corna a terra;
perché io e i miei amici facciamo la raccolta differenziata e usiamo i detersivi biologici;
perché quando a tarda sera, in primavera, salgo a Posillipo e il profumo del mare e degli oleandri mi riempie di gioia, piango, e penso che non è vero che la camorra ha ammazzato Napoli, che non dovrò andare via per sempre.
venerdì 26 novembre 2010
Inceneritore di Albano Laziale: i comuni più colpiti
La Regione Lazio, guidata da Renata Polverini, ha in progetto la costruzione di un inceneritore nell’area in cui è presente già una discarica, cioè a Cecchina nel comune di Albano Laziale (per maggiori dettagli www.noinceneritorealbano.it).
Oltre all’assurdità di colpire un’area già martoriata dalla presenza di una discarica e con gravi problemi di inquinamento delle falde acquifere, l’inceneritore andrebbe ad incidere su un’area ambientale protetta come quella dei Castelli Romani.
In base infatti ad uno studio di Dominique Belpomme, oncologo e presidente dell’Artac (Associazione per la ricerca terapie anti cancro), si è riscontrato che in un’area di 20 km da un inceneritore (alcune volte più dolcemente chiamato termovalorizzatore, anche se di fatto non valorizza nulla, anzi distrugge) c’è una maggiore incidenza di tumori.
I comuni colpiti, oltre ovviamente ad Albano Laziale dove è prevista la costruzione dell’inceneritore, sono Ciampino, Frascati, Grottaferrata, Rocca di Papa, Castel Gandolfo, Ariccia, Marino, Nemi, Genzano di Roma, Lanuvio, Ardea, Aprilia, Pomezia, Cisterna di Latina, Velletri, nonché l’area più a sud di Roma.
E’ importante che la popolazione di queste aree si mobiliti per evitare questo scempio, che oltretutto non risolve il problema dei rifiuti.
La soluzione è molto più semplice ed è alla portata di tutti in quanto già i nostri nonni la conoscevano: sono le 2R, cioè Riciclare e Riutilizzare.
Oltre all’assurdità di colpire un’area già martoriata dalla presenza di una discarica e con gravi problemi di inquinamento delle falde acquifere, l’inceneritore andrebbe ad incidere su un’area ambientale protetta come quella dei Castelli Romani.
In base infatti ad uno studio di Dominique Belpomme, oncologo e presidente dell’Artac (Associazione per la ricerca terapie anti cancro), si è riscontrato che in un’area di 20 km da un inceneritore (alcune volte più dolcemente chiamato termovalorizzatore, anche se di fatto non valorizza nulla, anzi distrugge) c’è una maggiore incidenza di tumori.
I comuni colpiti, oltre ovviamente ad Albano Laziale dove è prevista la costruzione dell’inceneritore, sono Ciampino, Frascati, Grottaferrata, Rocca di Papa, Castel Gandolfo, Ariccia, Marino, Nemi, Genzano di Roma, Lanuvio, Ardea, Aprilia, Pomezia, Cisterna di Latina, Velletri, nonché l’area più a sud di Roma.
E’ importante che la popolazione di queste aree si mobiliti per evitare questo scempio, che oltretutto non risolve il problema dei rifiuti.
La soluzione è molto più semplice ed è alla portata di tutti in quanto già i nostri nonni la conoscevano: sono le 2R, cioè Riciclare e Riutilizzare.
giovedì 25 novembre 2010
Amianto: un killer che uccide lentamente
L’amianto è forse uno dei minerali più tristemente noti per la sua nocività. Se infatti in natura questo minerale è abbondantemente presente, le sue ottime qualità di coibentazione di edifici e apparecchiature ne hanno spinto una diffusa applicazione industriale, soprattutto negli anni ’80.
In particolare, l’idea di mescolarlo con il cemento, dando vita al tristemente noto Eternit, e utilizzarlo nell’edilizia residenziale ha trasformato l’amianto in un’arma letale ad azione lenta.
Gli studi effettuati in materia hanno dimostrato come non esista una soglia di rischio: in altri termini basta respirare anche una sola fibra di amianto e a distanza di molti anni possono insorgere patologie particolarmente gravi e soprattutto mortali.
Proprio per tale motivo l’amianto deve essere rimosso in tutti i luoghi e materiali in cui è stato utilizzato, anche in minima parte, e trattato con oculatezza e competenza in discariche ben organizzate per questa attività. Accade però troppo spesso che per motivazioni economiche i materiali a base di amianto vengano trattati come rifiuti comuni e gettati nelle normali discariche.
In particolare, l’idea di mescolarlo con il cemento, dando vita al tristemente noto Eternit, e utilizzarlo nell’edilizia residenziale ha trasformato l’amianto in un’arma letale ad azione lenta.
Gli studi effettuati in materia hanno dimostrato come non esista una soglia di rischio: in altri termini basta respirare anche una sola fibra di amianto e a distanza di molti anni possono insorgere patologie particolarmente gravi e soprattutto mortali.
Proprio per tale motivo l’amianto deve essere rimosso in tutti i luoghi e materiali in cui è stato utilizzato, anche in minima parte, e trattato con oculatezza e competenza in discariche ben organizzate per questa attività. Accade però troppo spesso che per motivazioni economiche i materiali a base di amianto vengano trattati come rifiuti comuni e gettati nelle normali discariche.
mercoledì 24 novembre 2010
Rifiuti, le promesse di Berlusconi hanno le gambe corte
Facendo la solita irruzione nella trasmissione di Rai3 Ballarò Berlusconi è riuscito a smentire se stesso sulle promesse non mantenute sulla rimozione dei rifiuti a Napoli.
Berlusconi ha infatti sostenuto che la promessa fatta il 22 ottobre 2010 di risolvere i problemi della Campania in 10 giorni consisteva semplicemente nel gettare solo un po’ di terra sulla discarica di Terzigno per eliminare i “miasmi”.
La rinnovata promessa del 28 ottobre 2010 di risolvere tutti i problemi entro 3 giorni per Berlusconi consisteva invece solo nel rimuovere i rifiuti nel centro di Napoli.
A parte il fatto di far presente a Berlusconi che fare delle conferenze stampa in pompa magna per dichiarare che verranno portati un po’ di camion di terra a Terzigno sembra un po’ sproporzionato, andrebbe inoltre fatto presente al premier che la tecnologia adesso permette a tutti i cittadini di rivedere quanto è stato dichiarato. Seguendo infatti il consiglio di Berlusconi di non leggere la stampa, sempre pronta a travisare le sue dichiarazioni, è sicuramente più istruttivo vedere i video presenti su YouTube per farsi un’idea della serietà del nostro Presidente del Consiglio.
Video del 23/10/2010
Video del 28/10/2010
Berlusconi ha infatti sostenuto che la promessa fatta il 22 ottobre 2010 di risolvere i problemi della Campania in 10 giorni consisteva semplicemente nel gettare solo un po’ di terra sulla discarica di Terzigno per eliminare i “miasmi”.
La rinnovata promessa del 28 ottobre 2010 di risolvere tutti i problemi entro 3 giorni per Berlusconi consisteva invece solo nel rimuovere i rifiuti nel centro di Napoli.
A parte il fatto di far presente a Berlusconi che fare delle conferenze stampa in pompa magna per dichiarare che verranno portati un po’ di camion di terra a Terzigno sembra un po’ sproporzionato, andrebbe inoltre fatto presente al premier che la tecnologia adesso permette a tutti i cittadini di rivedere quanto è stato dichiarato. Seguendo infatti il consiglio di Berlusconi di non leggere la stampa, sempre pronta a travisare le sue dichiarazioni, è sicuramente più istruttivo vedere i video presenti su YouTube per farsi un’idea della serietà del nostro Presidente del Consiglio.
Video del 23/10/2010
Video del 28/10/2010
martedì 23 novembre 2010
Saviano sui rifiuti a Napoli - Vieni via con me
Nella terza puntata di Vieni via con me Saviano ha “scavato” nell’immondizia di Napoli.
In un monologo a forte effetto l’autore di Gomorra è riuscito anche a trovare una connessione tra la spazzatura e l’Everest: mettendo insieme infatti tutta la “monnezza” di Napoli si supera anche la montagna più alta al mondo. Saviano ha poi ripreso un tema già presente in Gomorra, cioè l’esportazione di scorie tossiche dal Nord al Sud. Molto bello è il filmato su Eduardo De Filippo che Roberto Saviano è riuscito a recuperare dagli archivi. Il grande Eduardo riesce molto bene a rappresentare il modo in cui vengono affrontati i problemi a Napoli: “…cosa ‘e niente”.
lunedì 22 novembre 2010
Immondizia a Napoli: due anni dopo la dichiarazione di Berlusconi
Dopo due anni dai roboanti annunci di Berlusconi di aver risolto il problema della spazzatura a Napoli e nell’intera Campania oggi gli ispettori della UE hanno certificato che la gestione del ciclo dei rifiuti è ben lontana dal funzionare secondo gli standard minimi europei.
A differenza di due anni fa, però, l’Italia ha nel frattempo ratificato la Direttiva sulla gestione dei rifiuti e adesso si apre anche lo spettro delle sanzioni. Quindi oltre al danno di non aver risolto il problema dei rifiuti in Campania, con i relativi maggiori costi che solo nel 2010 sono pari a 150 milioni di euro, ci sarebbe anche la beffa di dover pagare le multe europee.
E’ questo forse il vero miracolo berlusconiano: far pagare agli italiani due volte la spazzatura della Campania?
A differenza di due anni fa, però, l’Italia ha nel frattempo ratificato la Direttiva sulla gestione dei rifiuti e adesso si apre anche lo spettro delle sanzioni. Quindi oltre al danno di non aver risolto il problema dei rifiuti in Campania, con i relativi maggiori costi che solo nel 2010 sono pari a 150 milioni di euro, ci sarebbe anche la beffa di dover pagare le multe europee.
E’ questo forse il vero miracolo berlusconiano: far pagare agli italiani due volte la spazzatura della Campania?
domenica 21 novembre 2010
Il disgusto continua...
Mi sono fermata qualche mese perchè ho dovuto metabolizzare lo schifo che vedo in tv..e non solo.
A Napoli COME E' EVIDENTE è tutto a posto no?
Immondizia sparita..così annunciava il nostro Presidente del Consiglio e a smentirlo, come succede ogni giorno, un video fresco fresco (perdonateme, so che il termine "fresco" non sia addice alle discariche) dello schifo a Napoli:
A Napoli COME E' EVIDENTE è tutto a posto no?
Immondizia sparita..così annunciava il nostro Presidente del Consiglio e a smentirlo, come succede ogni giorno, un video fresco fresco (perdonateme, so che il termine "fresco" non sia addice alle discariche) dello schifo a Napoli:
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