Napoli è ancora coperta da tonnellate di “monnezza” e la demagogia berlusconiana imperversa.
Fioccano infatti gli attacchi al sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino, sia da parte di Berlusconi che dei leghisti, con in testa Bossi, che nel frattempo si sono schierati apertamente contro una soluzione del problema che preveda lo sversamento dei rifiuti napoletani nelle discariche delle regioni del Nord.
Se infatti il sindaco di Napoli non eccelle sicuramente per la sua efficienza, dato il basso livello di raccolta differenziata (19%), anche se va notato che Roma, guidata dal sindaco di centro-destra Alemanno, con il suo 20% di differenziata non è molto distante, le responsabilità della crisi di questi giorni vanno imputati ad altri.
La gestione dei rifiuti di Napoli e provincia (al riguardo va inoltre detto che altri comuni del napoletano si trovano nelle stesse difficoltà) è infatti demandata alla provincia, il cui colore politico è di centro-destra, tant’è che l’Asìa, cioè l’azienda di raccolta del comune di Napoli anch’essa al centro di molte polemiche, dopo aver caricato i suoi cammion di immondizia deve attendere di sapere se e dove poterli scaricare.
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martedì 30 novembre 2010
sabato 27 novembre 2010
Vengo via da Napoli, oppure resto nonostante i rifiuti?
Riporto qui una lettera scritta da una napoletana (Angela L.) sulla rubrica di Corrado Angius presente su la Repubblica di venerdì 26 Novembre 2010.
Lo stile, quello della lista di Vieniviaconme, non toglie nulla ad un contenuto da cui traspare chiaramente l’attaccamento di una ragazza per il suo territorio.
… resto a Napoli perché al mattino mi sveglia la voce del fruttivendolo ambulante che non si capisce mai che cosa dice.
Resto perché quando faccio la fila alla posta esco sapendo vita morte e miracoli della signora che era davanti a me;
perché se ho una valigia e la scala mobile è rotta, arriva qualcuno ad aiutarmi (che poi mi chiede se sono fidanzata.
Resto perché quando vado a giocare i numeri al lotto la gente è sempre uno spettacolo;
perché quando andavo a scuola mi entrava la libertà nell’anima guardando dalla finestra il mare inondato di sole;
perché mia nonna lucidava un teschio nel Cimitero delle Fontanelle e gli chiedeva le grazie;
perché mentre passeggio in un vicolo tra i calzini stesi ad asciugare e le grida forsennate di un pescivendolo, entro in una chiesa piccola e mi scoppia il cuore davanti alle Sette opere di Misericordia di Caravaggio.
Resto perché se passa un carro funebre ci scambiano sguardi solidali e facciamo le corna a terra;
perché io e i miei amici facciamo la raccolta differenziata e usiamo i detersivi biologici;
perché quando a tarda sera, in primavera, salgo a Posillipo e il profumo del mare e degli oleandri mi riempie di gioia, piango, e penso che non è vero che la camorra ha ammazzato Napoli, che non dovrò andare via per sempre.
Lo stile, quello della lista di Vieniviaconme, non toglie nulla ad un contenuto da cui traspare chiaramente l’attaccamento di una ragazza per il suo territorio.
… resto a Napoli perché al mattino mi sveglia la voce del fruttivendolo ambulante che non si capisce mai che cosa dice.
Resto perché quando faccio la fila alla posta esco sapendo vita morte e miracoli della signora che era davanti a me;
perché se ho una valigia e la scala mobile è rotta, arriva qualcuno ad aiutarmi (che poi mi chiede se sono fidanzata.
Resto perché quando vado a giocare i numeri al lotto la gente è sempre uno spettacolo;
perché quando andavo a scuola mi entrava la libertà nell’anima guardando dalla finestra il mare inondato di sole;
perché mia nonna lucidava un teschio nel Cimitero delle Fontanelle e gli chiedeva le grazie;
perché mentre passeggio in un vicolo tra i calzini stesi ad asciugare e le grida forsennate di un pescivendolo, entro in una chiesa piccola e mi scoppia il cuore davanti alle Sette opere di Misericordia di Caravaggio.
Resto perché se passa un carro funebre ci scambiano sguardi solidali e facciamo le corna a terra;
perché io e i miei amici facciamo la raccolta differenziata e usiamo i detersivi biologici;
perché quando a tarda sera, in primavera, salgo a Posillipo e il profumo del mare e degli oleandri mi riempie di gioia, piango, e penso che non è vero che la camorra ha ammazzato Napoli, che non dovrò andare via per sempre.
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