In questo post prendiamo in considerazione la raccolta differenziata di materie plastiche in Italia secondo i dati riportati dall’Istat.
Dal grafico sottostante si può riscontrare come nel 2010 siano stati raccolti appena 12 chilogrammi per abitante in Italia, una quantità veramente modesta se si pensa a quanto di questo materiale, oltretutto altamente inquinante, veniamo a contatto giornalmente.
Unica nota positiva è che comunque nel tempo c’è stato un certo miglioramento. Se si guarda in particolare al 2000 si vede che di materie plastiche se ne riciclava una quantità minima in Italia, cioè poco più di 3 kg per abitante. L’incremento negli anni è stato continuo ma il risultato ottenuto è ancora ben lontano dalle esigenze. Basti notare che dal 2009 al 2010 si è riciclato solo un chilogrammo in più di materie plastiche per abitante.
lunedì 26 marzo 2012
lunedì 19 marzo 2012
La raccolta differenziata del vetro in Italia
Prendiamo oggi in considerazione la raccolta differenziata del vetro in Italia secondo i dati dell’Istituto Nazionale di Statistica (Istat).
E’ importante valutare l’efficienza nel riciclo di questa materia prima in quanto è uno dei pochi materiali che possono essere pienamente recuperati.
Dal grafico sotto riportato si riscontra che nel 2010 in Italia sono stati riciclati circa 24 chilogrammi di vetro per abitante, con un incremento di meno di un kg rispetto all’anno precedente.
Rispetto a 10 anni fa il dato sulla raccolta differenziata di vetro ha visto pressoché raddoppiare la sua entità, posto che nel 2000 si raccoglievano appena 13 kg di vetro.
E’ importante valutare l’efficienza nel riciclo di questa materia prima in quanto è uno dei pochi materiali che possono essere pienamente recuperati.
Dal grafico sotto riportato si riscontra che nel 2010 in Italia sono stati riciclati circa 24 chilogrammi di vetro per abitante, con un incremento di meno di un kg rispetto all’anno precedente.
Rispetto a 10 anni fa il dato sulla raccolta differenziata di vetro ha visto pressoché raddoppiare la sua entità, posto che nel 2000 si raccoglievano appena 13 kg di vetro.
lunedì 12 marzo 2012
I peggiori comuni nella raccolta dei rifiuti organici
Considerando la lista dei peggiori comuni capoluogo di provincia nella raccolta differenziata dei rifiuti organici, dei rifiuti verdi e del legno si osserva ancora una volta che questi enti locali si trovano prevalentemente nel Mezzogiorno, e soprattutto in Sicilia.
Unica eccezione della lista è Viterbo che dalle statistiche dell’Istat risulta non riciclare i rifiuti organici, nonostante questo comune si trovi in un’area ad alto sfruttamento agricolo.
In generale si può comunque affermare che la scarsa efficienza delle amministrazioni comunali meridionali nella gestione dei rifiuti è un dato che desta molta preoccupazione e che dovrebbe spingere soprattutto le amministrazioni centrali ad intervenire affinché il divario tra Nord e Sud non si ampli anche da un punto di vista ambientale, oltre che economico-sociale.
Nello specifico, dalla tabella sostante si osserva che insieme a Viterbo, anche Iglesias e Agrigento non hanno riciclato rifiuti organici nel 2010. Alla stessa stregua si può vedere che Foggia e Enna hanno riciclato appena 100/200 grammi di rifiuto organico per abitante. Non arriva nemmeno al chilogrammo Vibo Valentia, mentre Potenza (1,3 kg), Caltanisetta (2,8), Messina (2,9) e Siracusa (4,8) fanno ben poco di più.
Unica eccezione della lista è Viterbo che dalle statistiche dell’Istat risulta non riciclare i rifiuti organici, nonostante questo comune si trovi in un’area ad alto sfruttamento agricolo.
In generale si può comunque affermare che la scarsa efficienza delle amministrazioni comunali meridionali nella gestione dei rifiuti è un dato che desta molta preoccupazione e che dovrebbe spingere soprattutto le amministrazioni centrali ad intervenire affinché il divario tra Nord e Sud non si ampli anche da un punto di vista ambientale, oltre che economico-sociale.
Nello specifico, dalla tabella sostante si osserva che insieme a Viterbo, anche Iglesias e Agrigento non hanno riciclato rifiuti organici nel 2010. Alla stessa stregua si può vedere che Foggia e Enna hanno riciclato appena 100/200 grammi di rifiuto organico per abitante. Non arriva nemmeno al chilogrammo Vibo Valentia, mentre Potenza (1,3 kg), Caltanisetta (2,8), Messina (2,9) e Siracusa (4,8) fanno ben poco di più.
Peggiori 10
comuni capoluogo di provincia in termini di raccolta dei rifiuti organici,
del rifiuto verde e del legno
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dati relativi
al 2010 espressi in kg per abitante
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0,0
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Iglesias
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0,0
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Viterbo
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0,0
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0,1
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Enna
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0,2
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Vibo
Valentia
|
0,9
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1,3
|
|
2,8
|
|
2,9
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Siracusa
|
4,8
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Fonte:
Istat.
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Etichette:
raccolta differenziata,
riciclo legno,
rifiuti organici,
rifiuti verdi
lunedì 5 marzo 2012
Riciclare il rifiuto organico: chi lo fa di più in Italia
Approfondiamo in questo post quali sono i comuni capoluogo di provincia italiani che riescono a riciclare di più i rifiuti organici, il rifiuto verde e il legno.
Come tutte gli altri materiali di scarto anche il riciclo del rifiuto organico riviste una fondamentale importanza. Limitare l’apporto in discarica di questi rifiuti, infatti, ha molteplici vantaggi.
Da un lato, si evita di riversare rifiuti che, indifferenziati con altri materiali, determinano la produzione di quello scarto altamente inquinante che è il percolato. Dall’altro lato, il rifiuto organico si può riciclare al 100% e grazie alla produzione del compost costituisce un ottimo concime da poter utilizzare in ambito agricolo.
Nella tabella si può osservare che il comune che fa meglio nel riciclo dei rifiuti organici è Olbia con ben 303 chilogrammi riciclati per abitante, contro i 65 chilogrammi medi in Italia. Il comune sardo distacca di circa 100 kg Reggio Emilia, il secondo miglior comune, e Pordenone. Ottima è anche la perfomance di un altro comune della Sardegna, Sanluri (205 kg). Seguono poi Rovigo (199), Ravenna (189), Forlì (189), Rimini (187), Salerno (181) e Verbania (180).
Da rilevare è poi la notevole performance registrata dal comune di Olbia che nell’arco di appena 5 anni è riuscita è passare da un raccolta di rifiuti organici di 20 kg per abitante a quella di 300 kg, con un incremento di ben 15 volte. Il comune sardo è riuscito in questa impresa anche grazie alle campagne di sensibilizzazione della popolazione, come quella presente sul sito del comune stesso.
Come tutte gli altri materiali di scarto anche il riciclo del rifiuto organico riviste una fondamentale importanza. Limitare l’apporto in discarica di questi rifiuti, infatti, ha molteplici vantaggi.
Da un lato, si evita di riversare rifiuti che, indifferenziati con altri materiali, determinano la produzione di quello scarto altamente inquinante che è il percolato. Dall’altro lato, il rifiuto organico si può riciclare al 100% e grazie alla produzione del compost costituisce un ottimo concime da poter utilizzare in ambito agricolo.
Nella tabella si può osservare che il comune che fa meglio nel riciclo dei rifiuti organici è Olbia con ben 303 chilogrammi riciclati per abitante, contro i 65 chilogrammi medi in Italia. Il comune sardo distacca di circa 100 kg Reggio Emilia, il secondo miglior comune, e Pordenone. Ottima è anche la perfomance di un altro comune della Sardegna, Sanluri (205 kg). Seguono poi Rovigo (199), Ravenna (189), Forlì (189), Rimini (187), Salerno (181) e Verbania (180).
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Primi 10
comuni capoluogo di provincia in termini di raccolta dei rifiuti organici,
del rifiuto verde e del legno
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dati relativi
al 2010 espressi in kg per abitante
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Olbia
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303
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209
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206
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Sanluri
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205
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199
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|
189
|
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Forlì
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189
|
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187
|
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181
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Verbania
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180
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Fonte:
Istat.
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Da rilevare è poi la notevole performance registrata dal comune di Olbia che nell’arco di appena 5 anni è riuscita è passare da un raccolta di rifiuti organici di 20 kg per abitante a quella di 300 kg, con un incremento di ben 15 volte. Il comune sardo è riuscito in questa impresa anche grazie alle campagne di sensibilizzazione della popolazione, come quella presente sul sito del comune stesso.
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